Wednesday 30 march 3 30 /03 /Mar 01:27

Ministero infrastrutture e trasporti - Richiesta di interventi correttivi sulla riforma dei titoli professionali marittimi.

 

Al Partito Repubblicano Italiano
c.a. On. Francesco Nucara e Sen. Luciana Sbarbati
Direzione Nazionale Corso Vittorio Emanuele II, 326 - 00186 Roma
 
Cari amici, la legge n.50/1971 sulla nautica da diporto non aveva previsto il diritto alla patente nautica per nave da diporto senza sostenere esami per chi era in possesso del titolo professionale marittimo di Capitano di Lungo Corso. Chi scrive allora era Capitano di Porto e gli accadeva di dover sottoporre ad esame un C.L.C. che volesse condurre la sua barchetta da diporto. Chiaramente mi imbarazzava di dover verificare che quel collega conoscesse la carta nautica e le nozioni elementari di meteorologia e regolamenti marittimi richieste dai programmi per il diporto. 
Il legislatore dimostrò , con quella legge, tutta la sua assoluta mancanza di conoscenza del mondo professionale del lavoro marittimo.
Successivamente, qualcuno fece notare l'assurdità di quella legge, e fu introdotto una modifica che consentiva ai C.L.C. il rilascio della patente nautica per nave da diporto senza esami. Il "monstrum giuridico" sembrava risolto.
Purtroppo, con l'ultima riforma dei titoli professionali marittimi per adeguanmento alla normativa I.M.O. e CE, si è prodotto un nuovo "monstrum giuridico" ancora peggiore di quello del 1971.
E' stata "rubata", ai C.L.C. che non avessero fatto richiesta di conversione del titolo vecchio con quello nuovo entro tempi determinati, la professione ed è stato negato il titolo e la possibilità di riprendere la professione a chi avesse sostenuto esami di abilitazione prima del 2001.
Sono stati introdotti nel frattempo - con leggi dal sapore di nuovismi falsi ed incompetenti - titoli professionali per la navigazione da diporto, elargendo fondi pubblici ad istituti privatistici di formazione marinara, mentre esistevano ed esistono gli istituti tecnici nautici statali deputati per la formazione professionale dei marittimi.
Ancora peggio, con le stesse modifiche o innovazioni legislative in materia, i capitani di lungo corso e direttori di macchina non venivano ritenuti idonei a comandare navi e dirigere macchine di unità da diporto addette al charter (navi da passeggeri per diporto), mentre gli stessi comandavano e dirigevano motori di navi oceaniche da crociera (navi anche queste addette al charter diportistico di massa). Insomma, questi umiliati professionisti del mare erano ritenuti buoni per comandare navi oceaniche da passeggeri per tutto il mondo ma non sono ritenuti idonei e non possono comandare una piccola unità da diporto in navigazione litoranea costiera in servizio charter.
Queste nuove leggi di riforma dei titoli professionali marittimi, dimenticando il "monstrum giuridico" creato con la prima legge sul diporto del febbraio 1971, hanno voluto creare un nuovo e più grande "monstrum giuridico". C'è da chiedersi nelle mani di chi si trova il destino di un lavoratore del mare oggi in Italia.
Noi Repubblicani marinai di Gaeta - certi di interpretare la protesta di migliaia di marittimi italiani - chiediamo agli uomini politici che ne siano capaci e vogliano farlo di  porre rimedio a tutto ciò investendo della questione il ministero competente,  non cessando di denunciare il grado di insipenza, inefficienza e dannosità sociale che viene causato alla categoria da una classe dirigente burocratia e politica ottusa ed incapace che l'italia che lavora sul mare certamente non merita.
 
Dr. Cap.l.c. Salvatore Delio
Segretario PRI di Gaeta e Consigliere Nazionale PRI
Di Salvatore Delio - Community : Capitani di lungo corso, chi ?
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